lunedì, 21 settembre 2009

De minimis cotidie curat Praetor

Un paio di anni fa avevo raccontato  della decisione del GdP di Varese che aveva liquidato un risarcimento ad un Tizio che si doleva di essere stato molestato dalla URAR (il braccio violento della RAI, quella che incassa il canone) con la richiesta del pagamento del canone, asseritamente non pagato.
Quest'anno nientepopodimenoche le SS.UU. (Sezioni Unite) - seppur in formato minore, essendo la faccenda finita davanti alla SS.UU. per essere stato sollevata, a torto, anche una questione di giurisdizione- con sentenza 26 maggio (data della pronuncia) - 19 agosto (data del deposito) 2009 n.18356 hanno ribadito che il danno esistenziale bagattellare non è risarcibile poiché ciò è reso impossibile da "l'art.2059 c.c. [...] da leggersi non già come disciplina di un'autonoma fattispecie di illecito [...] distinta da quella di cui all'art.2043 c.c. - bensì come norma che regola i limiti e le condizioni di risarcibilità dei pregiudizi non patrimoniali ".
Pertanto, non esiste una "ingiustizia costituzionalmente qualificata" che consenta di dare azione risarcitoria per ripagare "quegli sconvolgimenti della vita quotidiana consistenti in disagi fastidi disappunti" etc. etc.

Tutto bello, tutto buono e mi fa piacere che la Cassazione ponga un freno alla pretesa di portare in Tribunale ogni stupidaggine.
Ma... ma dopo le SS.UU. di novembre, adesso il problema della linea di confine sta diventando sempre più urgente ed impellente.
Fino a che punto la molestia è irrilevante?
Di certo, la molestia, ad un certo punto, diventa, addirittura, penalmente rilevante.
Sicché, lo "sconvolgimento della vita quotidiana" può, e non deve, assurgere a fattispecie produttiva di danno.
Gli è che il riferimento alla carta costituzionale dice ben poco. Nella Costituzione ci si può ficcare (o togliere) quasi tutto quel che ci pare.
Serve, urgentemente, un criterio più serio per separare il loglio dalla zizzania. E non vorrei che il criterio fosse quello che sempre più spesso emerge dalle sentenze e cioé il puro e semplice commodum judici, travestito da sommo principio del giusto processo.
L'insistenza, tanto delle SS.UU. di novembre, quanto di quelle agostane più recenti, sui fatt bagattellari è, insomma, sospetta: percaso, la vera distinzione tra pregiudizio costituzionalmente rilevante -e, come tale, risarcibile- e pregiudizio irrisarcibile, mica correrà su cosa produce fastidio e cosa invece accattiva la curiosità delle Signorie loro illustrissime???



postato da: etienne64 alle ore 14:39 | Permalink | commenti (5)
Commenti
#1    21 Settembre 2009 - 19:12
 
guarda caso, quando si tratta di giustificare la legittimità del "canone" e le sue modalità di riscossione, sia la Corte Costituzionale che quella di Cassazione ritrovano unità e compattezza...
utente anonimo

#2    25 Settembre 2009 - 11:45
 
in effeti mi sa che alla prima volta che l'URAR scrive ad un parruccone della cassazione:
1. prima letterina di richiamo
2. seconda lettera di minaccia
3. terza lettera di insulti

la cassazione scoprirà che la pena di morte in realtà non è stata ancora abolita dal codice penale

soupe

ps. scherzi a parte a me qualche anno fa è successa una cosa curiosa:
la mia allora fidanzata (e attuale moglie) si trasferisce in italia dala germania.
il contrato di locazione dell'appartamento era a suo nome, come tutte le utenze e pure il nome sul campanello (in effetti io avevo abitato in quell'appartamento tre mesi prima di trasferirmi nel gran ducato per uno stage). ebbene l'URAR ha scritto una lettera minatoria *a me* chiedendo il pagamento del canone! alla mia risposta "non abito in quell'appartamento, ci abita la mia fidanzata, che comunque non ha ne radio ne televisione, scrivete a lei" hanno continuato a scrivere lettere minatorie e/o di insulti *a me* in lussemburgo....
utente anonimo

#3    25 Settembre 2009 - 13:39
 
E sì, perché per la legge del 1938 (o RDL, non ricordo) la semplice presenza di un'antenna faceva presumere l'esistenza di un apparecchio; oggi, si basano sulla semplice residenza.
D'altra parte, si vuole l'efficenza? Benissimo, comparare il file dei residenti con i non paganti è cosa economica e fulminante, come far spedire una minatoria (scusa, monitoria).
Pagare taluno che stia a verificare tutte le lettere che arrivino e pagare un altro che vada a controllare che non sianop state raccontate balle costa mooolto di più.
Sicché, che si fa? Si aumentano le tasse per evitare il disappunto di ricevere 8 lettere dall'URAR?
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#4    26 Settembre 2009 - 16:56
 
si ma il mio problema è sapere come diavolo ha fatto l'URAR a scoprire che per tre mesi ho abitato in via X (mica lo avevo fatto il cambio di residenza...).

soupe
utente anonimo

#5    30 Settembre 2009 - 19:35
 
Ipotesi:
Io vedo la rai in streaming sul pc. Non ho antenne, tv o similari, pur avendo uno o più strumenti "atti a ricevere segnali radio-televisivi" :cellulare e pc.
Com'è vista oggi una posizione di questo tipo?
P
utente anonimo

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