venerdì, 07 agosto 2009
La dottrina ed i meccanici

"Quanto numerose sono le cose che possiede la massa dei meccanici e degli empirici ignorate dai dotti e che sarebbero tenute per miracoli se di tanto in tanto venissero messe per iscritto! Per cui accade che mentre i meccanici ignorano l'uso delle proprie osservazioni, i dotti al contrario ignorano che loro desiderata potrebbero venir attuati ricorrendo alle risorse dei meccanici. Ma è proprio dell'arte combinatoria del produrre, dalla riione di cose che sono separate, invenzioni utili le quali non possono venire in mente a coloro che considerano pochi elementi. [...] Se Galileo non avesse parlato con i costruttori di condotti d'acqua e non avesse appreso da altri artigiani che l'acqua non può innalzarsi molto oltre i trenta piedi in una pompa aspirante, ancora ignoreremmo il segreto circa il peso dell'aria, la macchina per il vuoto e il barometro"

Liebniz, Initia et specimina Scientiae Generalis, 1681-82 in La rivoluzione scientifica: da Coeprnico a Newton, a cura di P. Rossi, Torino, Loescher, 1973, pp.61-62

Ovvero, perchè mai i nostri dottrinari continuano a schifare quel che succede nei processi e scrivono delle opere del tutto inutili?
Perché la nostra dottrina giuridica si è ridotta a una polentina di istanze pseudopolitiche malamente digerite e del tutto insulse concettualmente?
Non ci son santi: al bar del Tribunali si parla più di diritto che ad un convegno "scientifico". E, mi sia concesso, più approfonditamente.
Questo, però, non va bene. Il discorso giuridico di anno in anno si impoverisce e diventa più barbarico. Non avere una dottrina di supporto, non poter disporre di qualcuno che sprechi un po' di tempo a distillare concetti rende tutto più grezzo e meno efficiente.
 Forse sarebbe il caso di stare un po' ad ascoltare i "meccanici". Spesso ne sanno più di voi.
postato da: etienne64 alle ore 19:38 | Permalink | commenti (7)
Commenti
#1    08 Agosto 2009 - 13:11
 
Ah, mi pareva proprio! Ho sempre avuto grande simpatia per Goffredo Guglielmo L.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Bette

#2    08 Agosto 2009 - 20:27
 
Puro Vangelo
utente anonimo

#3    17 Agosto 2009 - 09:39
 
che i convegni siano delle pure perdite di tempo se uno non ha amicizie da stringere o coltivare, è assolutamente vero.

pero' sarei meno categorico sulla dottrina e soprattutto la questione curiosa è che praticamente tutti i dottrinari sono pure meccanici!

soupe
utente anonimo

#4    17 Agosto 2009 - 12:48
 
@Soupe
E' vero che buona aprte dei dottrinari praticano il foro.
Però mi pare che vivano in una strana schizofrenia, per cui le cose che si dicono e si scrivono negli articoli, saggi e monografie sono come "separate" da quello che magari gli stessi professori scrivono e dicono negli atti.
Ma, al di là di ciò, quello che è davvero sorprendente è capire perché mai la "pratica" risguardata con tanto disprezzo non stimoli questi signori a sintesi e rgionamenti un po' più approfonditi.
Sotto sotto, mi sembra che questo senso di superiorità che, alla fine, si dimostra assai sterile, sia l'alta faccia della medaglia del fatto che i nostri dottrinari sono fermi ad un impianto mentale pre scientifico e cioé non abbiano capito che in diritto, come in idraulica, il sapere è necessariamente corale.
O meglio: l'avevanpo capito e se lo sono dimenticato. Se sfogli Riv. Trim. Dir. Civ. che so, del 1909, vedari che il dibattto era assai intenso e, ancora oggi si racconta e si sussurra di polemiche feroci durate per anni tra insigni luminari.
Oggi, invece, arriva Tizio, scrive il suo saggio, al limite butta là qualeche "contra", non si sa bene perché Caio sia contrario e perché la tesi di Caio non appare condivisibile e festa finita.
Insomma, ci dovrà pur essere un motivo per il quale nessuno si calcola più la dottrina: non è solo colpa di Juris Data; gli è che i vecchietti della Cass. sviluppano ragionamenti, anche di carattere generale tengo a sottolinearlo, di gran lunga migliori.

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente etienne64

#5    31 Agosto 2009 - 19:53
 
"ci dovrà pur essere un motivo per il quale nessuno si calcola più la dottrina"

forse perché ormai tutti hanno capito che se i vecchietti della cassazione hanno deciso una cosa quella è punto e basta, anche se c'è mezza accademia a dire il contrario (anzi soprattutto se)
:-)

soupe
utente anonimo

#6    01 Settembre 2009 - 13:41
 
Insisto: il problema non è di autorità, ma di qualità del ragionamento.
Sew la dottrina tornasse a a fare il suo mestiere, secondo me, sarebbe nuovamente tenuta in alta considerazione
utente anonimo

#7    17 Settembre 2009 - 03:27
 
Avvocato, ha posta :-)
Ciao
P.S
utente anonimo

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