giovedì, 23 aprile 2009
Ma porca pupazza ..........

Questo post doveva essere dedicato a descrivere cosa prova un avvocato quando perde: l'ira iniziale (ma questi non capiscono un cazzo! ma in che mani siamo!), il successivo gelo che ti si insinua (ma forse ho sbagliato io, dove ho sbagliato), il crollo dell'autostima (bravo, bravo, ti senti tanto figo e poi guarda, coglione che non sei altro...) il successivo patetico tentativo di recuperare un po' di dignità (eh ma no, ma obbiettivamente questa sentenza è sbagliata perché bla bla bla) e ,per chiudere in bruttezza, il senso di vuoto finale in cui non ti arrabbi più, non ti insulti più e semplicemente stai a guardare il cielo nuvoloso fuori dalla finestra.
Avrei voluto raccontare di come tutto ciò sia particolarmente intenso se la sentenza è di Cassazione, perché non puoi nemmeno consolarti dicendo che impugnerai. Fine, partita finita (salvo il rinvio, ma non è questo il caso che oggi mi rallegra).
Ma poi quasi distrattamente, clicchi "Scarica posta" e da Cassazione.net (si, quelli che oggi mi hanno dato torto e non capisco ancora perché) ti arriva la seguente:

Egregio dottore in Giurisprudenza,

le scriviamo per proporle i nostri servizi didattici e burocratici per ampliare le sue possibilità di esercizio della professione di avvocato.

Come lei saprà, in base al decreto legislativo n° 96/2001, chi è abilitato ad esercitare la professione di avvocato in uno degli stati membri dell’Unione Europea può iscriversi all’Albo italiano come avvocato "stabilito" ed esercitare la professione per tre anni, per poi essere regolarmente integrato nell’Albo professionale senza sostenere alcuna prova d’esame.

Noi le proponiamo di omologare la sua laurea con quella spagnola e iscriversi all’Albo spagnolo, per entrare nel quale non è prevista una prova di ammissione.

In questo modo lei avrà due grandi vantaggi:
• conseguirà un doppio titolo di studio e potrà occuparsi anche di questioni legali
   relative ai rapporti tra Italia e Spagna
• eviterà l’alea e il rigore dell’esame italiano di abilitazione.

Può usufruire di questa opportunità solo fino al 30/10/2011, perchè a partire da tale data entrerà in vigore la legge 34/2006 che istituisce anche in Spagna l’esame per l’accesso alla professione di avvocato.

Per maggiori informazioni, la invitiamo a cliccare qui

Eh no, porca di quella mignotta fetente bastarda cornuta della mia sorte avversa, questo no!
Ok, mi avete bastonato (si, si, ho capito, a gennaio eravate già oltre quota 4000, ma non è un ragionamento) e va bene (si fa per dire), ma mi dite pure che potevo diventare avvocato più comodamente che a Catanzaro???????? (Io sono diventato procuratore a Trieste, giusto per chiarezza, e al primo colpo).
Posso citare Catullo - confesso che non stavo pensando ad "odi et amo" , ma al meno noto "irrumabo et pedicabo vos" - o, per l'alta dignità dell'ufficio che rivesto, dovrei limitarmi a dire che non appare del tutto condivisibile che per tramite dei servizi informativi del Supremo Organo Nomofilattico nonché Suprema Corte di Cassazione si faccia pubblicità a coloro che agevolano l'elusione delle norme circa le abilitazioni italiane?

Aggiornamento. Mi segnala un anonimo collega penalista (vedi sotto nei commenti) che ho preso una topica. Cassazione.net non c'entra niente con la Cassazione quella vera.
Ha ragione, ho controllato.
Ma porcaccia, non solo ho toppato il ricorso (quattro anni fa), ma ho toppato pure la lagna, unica residua consolazione che mi restava.....
Vabbé, meno male che domani è sabato.


  




postato da: etienne64 alle ore 15:08 | Permalink | commenti (19)
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martedì, 21 aprile 2009
Il processo telematico nel suo aspetto pratico

Qualche giorno fa la solerte segretaria aveva raccattato in cancelleria una  memoria di costituzione contraddicente ad un ricorso che avevo depositato tempo fa. Siccome è una roba di mobbing le produzioni documentali dell'avversario, come le mie, sono imponenti. Fra le varie cose depositate c'é pure un DVD.
Vabbé, dico alla solerte segretaria, fai copie di tutto e anche del DVD che sono curioso di vederlo.
La faccenda però è più complicata del previsto.
Per ottenere copia informatica del DVD è necessario essere autorizzati dal giudice (e perché, boh?, mi sfugge qualcosa, comunque, tant'è), aspettare un bel po' di tempo dacché a ciò deve provvedere una apposita ditta e, dulcis in fundo, pagare una slavinata di soldi (non ho ben capito se siano 300 o più euri, in aggiunta alle marche per le copie dei documenti cartacei).
Siccome l'udienza è prossima decido di limitarmi a visionarlo, contando sul fatto che, almeno la visione, sia gratis.
Scopro che la visione è sì gratis, ma senza l'audio.
Come senza l'audio? Eh sì, perché non abbiamo le casse per il computer, dice la cancelliera.
Ah.
Telefonata al collega avversario che gentilmente mi promette di portarmi una copia del DVD in udienza.
Più o meno risolto, salvo che il DVD non riesco a sentirlo prima dell'udinza e quel che mi interessava è quel che era stato detto nell'occasione dei fatti ripresi e riprodotti nel DVD.
Ma è un falso problema. La copia del DVD ce l'ho.
Come ce l'hai, se fino ad adesso ti sei lagnato di non averla?
Eh, belli miei, perché ho detto di avere non la copia informatica del DVD, ma la fotocopia del DVD.
Quella ce l'ho. E' lì, nel mio fascicolo, un po' scuretta, ma comunque, c'é la fotocopia del dischetto (fronte e retro).
Riguardo i tre volumoni del  Trattato di Diritto Civile di Galgano che mi sono appena golosamente comprato e concludo che, davvero, non ho capito niente di come si fa 'sto mestiere.




postato da: etienne64 alle ore 19:35 | Permalink | commenti (9)
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