giovedì, 12 giugno 2008
Riflessioni sulla partita doppia (un discorso delirante)

Una delle cose più ostiche per chi abbia studiato diritto è la contabilità. Mediamente, la contabilità ci schifa, ci imbarazza (un ragioniere ne sa più di noi, e noi teniamo i ragionieri in gran dispetto perché pensiamo di essere molto più colti, brillanti e sagaci, vabbé)  e, insomma, non ne capiamo un'accidente.
Così, periodicamente, tento di capirci qualcosa e mi compro un qualche libretto, nella vaga speranza che, pur non applicandomi (e quando mai si è imparato qualcosa non applicandosi?) il nuovo libretto abbia la virtù magica di trasmettermi, per semplice osmosi tra le pagine e le mie distratte dita, la scienza contabile.
Un giorno ho assitito ad una lezione di quella forza della natura che è il prof. Galletti (si, ogni tanto metto fuori il naso dal diritto del lavoro); oltre a tante belle cose sul recesso, ad un certo punto Galletti ha citato un certo R. Lupi, "La contabilità spiegata ai giuristi", giurando che 'sto libro gli aveva permesso di iniziarsi ai misteri eleusini della partita doppia.
Oibò, mi son detto, mai più senza. Ordinato il libro, mi son messo a leggerlo.
E' scritto in modo simpatico ed accativante e, effettivamente, riesce (almeno per quel che ho letto sinora) a spiegare piuttosto bene le cose.
Lupi, nelle pagine introduttive, spende un po' di righe esplicitando alcune premesse di approccio. Non di metodo, no, proprio di approccio mentale del giurista alla contabilità, un po' blandendo il giuridico lettore (bhé, sì, è vero, dice, di solito i manuali di contabilità sono scritti in un modo terrificante), un po' minacciandolo (guarda che se non fai un po' di sforzo, non esiste manuale al mondo che ti faccia imparare qualcosa: ha ragione, ma non mi piace, niente osmosi).
Alla fine delle premesse dice una cosa che mi è parsa sacrosanta: "I giuristi sono molto portati, mentre apprendono la partita doppia, ad accusare di "illogicità" alcune soluzioni da essa adottate. Se consideriamo "logiche" le argomentazioni conseguenti ad alcune premesse e in cui è assente, una volta fossati gli obbiettivi, qualsiasi contraddizione, la partita doppia è estremamente logica".
Direte: ma Etienne64 è partito per Damasco e, siccome sfigato, invece di convertirsi, ha visto la Partita Doppia? No, sono sempre qua in studio. E se proprio devo cadere a terra con le braccia tese al cielo ed un grosso cavallo sauro sullo sfondo, spero che ciò non avvenga per la Partita Doppia.
Però l'avvertenza di Lupi, oltre che saggio rispetto all'approccio della parita doppia, mi ha indotto a riflettere un po'.
La c.d. logica è, prima di tutto, pulizia e secchezza del pensiero. E sopratutto è umiltà.
Accusare la Partita doppia (o la matematica, o la linguistica, o la logica stessa) di essere illogica è, prima di tutto, un atto di superbia.
Ma come, Tizio si è fatto un sacco di soldi e i suoi bilanci (ovviamente falsi e manipolati) danno come risultato zero!!!
Bhé, chi argomenta così (e non nascondo che, a me ignorante, 'sta faccenda che dare - avere = 0 crea ancora un po' di imbarazzo) è un presuntuoso che non accetta di capire (recte, faticare per capire) che i conti aziendali si fanno in un modo diverso (non migliore, non peggiore: diverso) dal conto del ristorante.
"Ragionare" così significa sopratutto avere la pretesa che il mio modo di ragionare, le mie conoscenze siano complete, esaustive e perfettamente adeguate a spiegare ogni aspetto della vita. Così non è.
E significa perdere la bellezza del creato.
Di fronte ad un tramonto, pensare alle meravigliose reazioni nucleari che qualche minuto prima sono avvenute nel sole, mi riempie di meraviglia (e, forse, è l'ultima forma di preghiera che mi è rimasta); e se riesco, ravanando nei ricordi, a ricordarmi il ciclo dell'elio, la meraviglia si accresce ancor di più.
Anteporre, di fronte a tanta bellezza il mio misero io, le mie emozioni, le mie velleità di affermazione, bhé, è decidamente noioso. Molto più noioso della partita doppia.




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lunedì, 02 giugno 2008
Pur di non pagare....

Cliente "Ho visto il suo fax, con cui mi chiedeva di contattare lo  studio...."
Avv. "Ah sì, cioé, ho visto un po' la contabilità e quell'avviso di parcella del luglio 2007 per 500 euro  non è ancora stato pagato..."
C. "Ah, mi ha fatto chiamare solo per questo?" (solo???)
Avv. "Bhé, volevo capire se c'era qualche problema...."
C. "Si ma io ho pagato anche il domiciliatario, capisce, mi ha chiesto 360 euro, insomma, quanti soldi devo pagare?"
Avv. "Signora, consideri che sono già dovuto andare 4 volte nel Tribunale di **** che non è proprio dietro l'angolo: lasciamo stare le prestazioni professionali, ma per ogni udienza mi va quasi una giornata.... e il gasolio non è che te lo tirano dietro"
C. "Eh, ma se mi costa così tanto (tanto????) allora bisogna ripensare a 'sta causa...."
Avv. "Mi sembrava di averle rappresentato che uno dei vantaggi delle transazioni è limitare i costi di lite...."
C. "Ma cosa deve fare un poveretto per aver il suo? Quello che lei mi chiede è metà di un mio stipendio (balle, ho la tua busta paga in mano, cretina, e pigli 1800 al mese)"
Avv. "Tutti lavoriamo per portare a casa il panetto...."
C. "Ah bhé, lei dice che anche lei ha diritto al suo...?"
Avv. "Non so, veda lei... penso di sì"
C. "Ma non potrebbe darmi un po' di tempo... sa sono tanti, ho avuto tante spese  (cazzo, l'IRPEF sta arrivando e mi vieni a parlare  del tuo  frigorifero???)
Avv. "Mi sembra che 10 mesi siano un tempo abbastanza congruo...."
C. "Ma insomma, lei pensa solo ai soldi"
Tu  no, invece: pensi solo a mettermela nel culo.
Direte: ma è normale, è la solita lotta per farsi pagare. Sì, è vero.
Ma ogni volta mi avvilisce.
Discuto di obbligazioni, di atti recettizi, di cose carine e belline.
Cerco di dissuadere la gente dal spender soldi per cazzate.
E mi ritrovo a dover lottare per la mia schifosissima parcella.
Sbattere il muso sul fatto che fare l'avvocato non è solo discutere di magnifici concetti mi deprime. Sono infantile? Si, non so cosa farci. Non riuscirò mai a convincermi che pigliar soldi sia lo scopo ultimo di una professione. I soldi servono e fanno pure piacere: ma mi ribello, irrazionalmente, illogicamnete, insensatamente, all'idea che la bellezza del diritto sia continuamente inzozzata da queste michiate. Sono deficente, nel senso proprio del termine, mi manca un qualcosa. Forse devo cambiare mestiere.


 
postato da: etienne64 alle ore 19:46 | Permalink | commenti (15)
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