mercoledì, 07 novembre 2007
Frammenti di un dizionario forense (1)

Ho deciso di iniziare a raccogliere le espressioni più curiose o più caratteristiche del linguaggio forense. Non voglio fare un doppione dei dizionari e delle enciclopdie giuridiche: quel che mi interessa raccogliere non sono tanto espressioni tecniche, ma le espressioni gergali.
Poiché buona parte delle espressioni del gergo forense sono perfettamente comprensibili a buona parte dei parlanti l'italiano il lavoro potrebbe essere del tutto inutile. Lo scopo, allora, sarà quello di tentare di cogliere non tanto il significato immediato del termine, quanto la sua funzione retorica e cioé le evocazioni ricercate nell'utilizzo di un certo termine o di una certa espressione.
Man mano che mi capiteranno sotto tiro, farò un'entrata in questa specie di dizionario nella speranza, col tempo, di raccogliere abbastanza materiale da poter pubblicare su questo blog o altrove un testo di dimensioni minimamente apprezzabili.

Una prima legenda (con riserva di modificarla):
F.: Funzionalmente
vd.: vedi sub voce
avv.: avverbio (ovvio, ma non vorrei che si confondesse con "avvocato")
FP.: fatto in senso
perelmaniano; dati rispetto a cui vi è accordo tendenzialmente universale.
In corsivo verranno indicati alcuni esempi uditi o letti.

E così, si parte. Ovviamente graditi commenti e sopratutto critiche.

Offensivo: agg. 1. Detto di proposta contrattuale e/o conciliativa, rimarca la insufficenza della stessa, lasciando intendere che la controprestazione e/o la pretesa avanzata sia di altissimo valore.  F. Serve a limitare la possibilità di contrattazione dell'avversario, ponendolo di fronte al dilemma tra il far degenerare la trattativa in una lite da osteria ovvero aumentare in modo consistente l'offerta. E' offensivo offrire 100 euro a risarcimento dei gravissimi danni subiti dal mio cliente = O offri molto di più, o mi metto ad urlare e mando a monte la trattativa.
2. Detto di osservazione giuridica confliggente con le proprie tesi è sinonimo roboante di infondatezza dell'eccezione. F. serve a eliminare dal dibattito un argomento pericoloso e probabilmente fondato. E' offensivo che tu eccepisca la mancanza di causa del patto collettivo = se fosse vero quel che tu dici, io avrei torto e questo non intendo accettarlo.

Manifesto:agg. vd. manifestamente

Manifestamente: avv. Indiscutibilmente. Non bisognevole di argomentazione o prova, essendo la verità della proposizione coglibile immediatamente. F. serve a evitare la difficilissima dimostrazione dell'ovvio (manifestamente, 1 + 1 = 2),  ovvero ad aggirare l'onere di argomentare una affermazione in realtà bisognosa di argomentazione, inducendo l'uditore a considerare l'affermazione come FP. Tizio è manifestamente privo di legittimazione passiva = Sarete certamente d'accordo che Tizio è privo di legittimazione passiva. L'efficacia dell'avverbio, usato ed abusato, pare fondarsi sulla sensazione di disagio che prova un uditore ad ammettere di non comprendere qualcosa che l'oratore afferma essere immediatamente comprensibile a chiunque, disagio che può spingere l'uditore a consentire con l'oratore al fine di sentirsi ugualmente intelligente. Scarsamente utile nelle arringhe: poiché i giudici considerano tutti gli avvocati idioti, difficilmente scatta il meccanismo emulativo.
postato da: etienne64 alle ore 14:09 | Permalink | commenti (32)
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martedì, 06 novembre 2007
La vera natura dell'allarme sociale

In sezione penale tutto è attivo e sensibile.
Tutto è allarmato a causa dei reati di allarme sociale.
Non è granché come foto, ma dimostra il valore ontologico del problema della criminalità.




postato da: etienne64 alle ore 08:29 | Permalink | commenti (4)
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