mercoledì, 10 ottobre 2007
Ma cosa fanno gli avvocati?

Oggi sono andato a pranzo con una mia amica con cui tempo fa avevo fatto una causa. Dice che deve parlarmi.
Il problema è il cliente che avevamo seguito assieme in quella causa.
Dopo aver ottenuto un 700 (confermato in reclamo), non contento del risultato il cliente  ottenuto vuole portare tutto in penale. La collega/amica gli fa notare che i profili penali sono ad essere generosi, evanescenti e che comunque lei non fa penale. Gli indica, così, un collega penalista che, udito il caso, emette un giudizio ancora più negativo sulla configurabilità di ipotesi di reato.
Insomma, tira e molla, il cliente non è contento e così la mia amica rinuncia al mandato.
"Ma ti ha pagato?" faccio io, immaginando la risposta.
"No " (ovvio)...
"Ti avevo detto di farti asseverare la notula..."
"Ma l'ho fatto! E ho fatto fare a Pinca  (altra collega) il decreto ingiuntivo...."
"E te l'ha opposto?"
"No...ma...."
"Ma cosa? Eseguilo e finita là"
"No, ecco, era di questo che volevo parlarti..."
E' nervosa.
"Ma ti ha fatto l'esposto all'ordine?"
"Si"
Ahhhh, il grandissimo figlio di puttana. Non oppone il decreto (perché non avrebbe nulla da dire), ma fa esposto all'ordine... bastardo pezzo di merda.
"Scusa e di cosa ti accusa? Di aver vinto la causa in cautelare?"
"Bhé, ti faccio vedere" e mi passa l'esposto che l'ordine gli ha dato perché predisponga le sue difese.
Scorro un po' lo sgrammaticato scritto e.... mi metto a ridere come un deficente.
Qual'é la colpa della collega?
Ella non ha fatto nulla se non scrivere qualche atto e andare ad un paio di udienze. E per questo intende esser pagata? Non è proprio testuale, ma quasi. L'avvocato non mi ha dato la soddisfazione di vedere i miei avversari rovinati.
Già. Scrivere atti e fare udienze è un passatempo: i veri avvocati fanno altro.
postato da: etienne64 alle ore 23:12 | Permalink | commenti (16)
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lunedì, 08 ottobre 2007
Marcato e non marcato.

Ci sono delle letture che fanno male, che intossicano.
Le letture di linguistica fanno malissimo e inducono a pensieri evidentemente paranoidi.
Ormai, però, il danno è fatto.
E allora, è sensato applicare la distinzione marcato / non marcato anche al diritto?
Ad esempio, il vecchio brocardo ubi lex voluit, dixit non potrebbe venir rivisto e valutato assai criticamente assumendo il quod dictum est come la categoria non marcata e come tale capace di rappresentare / disciplinare  l'intero?
E ancora, l'analogia non potrebbe essere un fenomeno di neutralizzazione contestuale, con emersione della categoria non marcata?
Se avete qualche idea, gradite provocazioni; altrimenti gradito il nominativo di qualche buon strizzacervelli.


postato da: etienne64 alle ore 13:33 | Permalink | commenti (11)
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