venerdì, 20 aprile 2007
Non ce la faccio

Lavoro, credo parecchio. Leggo riviste di diritto e mi ciuccio anche articoli di dottrina. I dottrinari scrivono in un modo insopportabile, diciamocelo. Ma non serve molto: tanto, in udienza tiri la monetina, tutta la costruzione serve poco, il giudice fa quello che vuole basandosi sul Simone di Diritto del lavoro (il compendio).
Cerco di studiare anche altro. Cerco di leggere. Faccio in casa. Gioco con i bambini.
Oggi ho ripreso in mano il vocabolario di latino, cercando di fare una traduzione. Mi sono sentito deficente.
Leggo i blog e tutti sembrano conoscere a menadito tutta la letteratura italiana, europea e financo cinese. Cazzo, ieri non mi ricordavo neanche che S. Martino di Carducci si intitolasse S. Martino.
Non ce la faccio più.
Il mondo è troppo grande per una testolina come la mia.
Merda.



postato da: etienne64 alle ore 22:51 | Permalink | commenti (14)
categoria:
mercoledì, 18 aprile 2007
Una domanda

Ho fatto un bel po' di trattative sindacali in questi giorni e ho appreso varie cose prima sconosciute come, ad esempio, il fatto che gli avvocati usino fare fatture in nero.
Al di là di queste facezie, ho udito un termine talmente tante volte che sono prossimo a soffrire di allucinazioni uditive.
Il termine è "responsabilità", variamente unito a "senso di..." "con molta..." e cose del genere. In linea di massima la "responsabilità" pare essere una qualità del sindacato.
Non riesco a capire quale potrebbe essere concretamente la responsabilità del sindacato. Responsabilità dovrebbe significare che sei tenuto a subire una conseguenza negativa ove il tuo comportamento non sia conforme ad un certo schema. Sicché, non  mi sembra che un sindacato possa essere mai chiamato a subore una conseguenza negativa reale.
Però, vorrei capire.
Un qualche sindacalista mi può spiegare in cosa si sostanzia la responsabilità del sindacato?
postato da: etienne64 alle ore 00:17 | Permalink | commenti (2)
categoria: